LE VITE PASSATE ESISTONO DAVVERO?

Il tema delle vite passate è ancora oggi molto dibattuto. Alcuni credono alla loro esistenza solo per fede o perché ne hanno letto sui libri, ma non perché le ricordino in forma cosciente; altri invece se le ricordano e sono quindi certi della loro esistenza; altri ancora le rifiutano perché ritengono a priori che si viva solo una volta o perché la religione cattolica nega la reincarnazione; infine c’è chi afferma che la scienza non ha ancora dimostrato l’esistenza delle vite precedenti.
Partiamo da quest’ultimo caso: in realtà senza volerlo la scienza ci aiuta a dare concretezza e quotidianità al concetto di “vite passate”, ogni volta che parla di malattie ereditate geneticamente. Ormai lo sappiamo: le malattie trasmesse geneticamente (qualcuno include tra queste anche i tumori) possono colpirci come un fulmine a ciel sereno, tanto che per noi è diventato naturale accettare il fatto che certe patologie siano ereditarie pur non essendo appartenute ai nostri genitori e parenti più prossimi: di conseguenza, esse devono discendere da avi più lontani e a noi ignoti, per cui ci può venire naturale chiederci da quale avo ci siano arrivate, vissuto dove e in quale periodo… potrebbe essere morto da diecimila anni o anche prima. Anche se la sua malattia, da noi ereditata, è ora nel nostro corpo, non appartiene al tempo presente, ma ad un organismo – il suo – che ha vissuto nel passato e il quale si è reincarnato nella linea dei suoi discendenti fino ad arrivare a noi, al nostro corpo che oggi presenta la stessa malattia.
La scienza ufficiale non dice che le malattie ereditarie spesso arrivano da avi lontani e quindi da vite passate, ma ciò non toglie che questo sia ciò che accade. E’ dal 1978 che studio come funziona la mente nella vita di ogni giorno in rapporto alla coscienza spirituale, e questo mi ha portato a scoprire che noi ereditiamo dai nostri genitori e avi non solo le malattie genetiche (oltre che naturalmente la fisionomia e i caratteri anatomici e fisiologici), ma anche la loro mente, che possiamo quindi a buon diritto definire “MENTE GENETICA”. La mente genetica è composta dalla registrazione delle esperienze che i nostri genitori e gli avi materni e paterni hanno vissuto nel loro ambiente, e di come ciascuno di essi le ha vissute: come è stato il loro concepimento, i nove mesi di gravidanza, la nascita, il rapporto con i genitori e la scuola, l’ambiente naturale e sociale, la religione, il lavoro e il sesso; i loro desideri, i pensieri positivi e negativi, le vittorie e i fallimenti, le loro prese di coscienza, i sensi di colpa, le emozioni e gli stati d’animo belli e brutti, la forza di volontà, la debolezza, la loro morte. Tutto il contenuto mentale della vita di ciascun avo è registrato nella nostra mente genetica, che comincia a funzionare al momento della nostra nascita pur rimanendo nel nostro inconscio.
La cosa interessante è che, oltre alla dimensione mentale, la mente genetica controlla anche la mente cellulare e quindi lo stato di salute di tutti noi. Questo perché, per ogni avo presente nella nostra mente, c’è anche la registrazione delle sue condizioni fisiche momento per momento quand’era in vita e le malattie, patologie o ferite di cui ha sofferto e per le quali è morto.
La mente genetica dell’embrione si forma al concepimento contemporaneamente al suo DNA, quando l’ovulo viene fecondato dallo spermatozoo. Le energie e le emozioni contenute nel vissuto mentale dei genitori (cioè le loro esperienze fino al momento del rapporto sessuale), insieme alle loro emozioni durante l’atto sessuale stesso, creano l’impatto energetico che richiama nel presente tutti gli avi materni e paterni la cui esperienza di vita contiene energie, emozioni e vibrazioni simili alle vibrazioni dei genitori e dell’amplesso.
Il contenuto genetico fisico e mentale degli avi “richiamati” sarà il materiale, fisico e mentale, con cui si formerà l’embrione, cioè costituirà il suo DNA e la sua mente genetica. Quindi, quando c’è in noi una malattia genetica, c’è anche la vita dell’avo che ha avuto quella malattia: e noi, inconsapevoli, ci ritroviamo oggi a ripetere come attori ciò che ha già vissuto il nostro avo nel passato, compresa la sua malattia.
Dal momento che noi abbiamo una mente genetica, abbiamo anche tutte le vite passate genetiche che questa mente contiene: non potremmo non averle. Non possono esserci malattie che si creano dal niente per poi arrivare a noi. Ci sono invece memorie ben definite che, con metodi adeguati, possiamo rievocare, osservare, comprendere e dunque anche rendere innocue.
Fiorella Rustici

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