La storia di una grande scoperta italiana: i neuroni specchio.

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I neuroni specchio

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  • Il Dott. Giacomo Rizzolati e il suo team dell’Università di Parma ha annunciato la rivoluzionaria scoperta di quelli che sono stati denominati “neuroni specchio”. La ricerca suggerisce che ci siano neuroni nel nostro cervello che si attivano sia su stimoli ricevuti direttamente, sia su stimoli che altri vicino a noi hanno ricevuto, rispondendo come se lo stimolo fosse stato diretto. Lo stesso vale anche per gli stimoli emozionali.
    Senza pretesa di essere esaustiva, estrapolo alcuni passi dal video del Prof. Rizzolati per sintetizzare il concetto:
    “… questi neuroni si attivano sia quando compiamo qualcosa, sia quando vediamo qualcuno compiere la medesima azione. ..Quello che fanno gli altri entra dentro noi stessi… C’è un sistema di neuroni specchio anche per i sistemi emozionali. Quando ho un’emozione (soprattutto negativa) si attiva un’area del cervello che mi da l’emozione corrispondente e se vedo un altro soffrire si attiva la stessa area, abbiamo la capacità di entrare in empatia con gli altri e la sofferenza dell’altro diventa mia. Non è un’interpretazione cognitiva, non capisco che lui sta male ma il suo male entra dentro di me come se io avessi avuto il dolore…”
    La ricerca del Dott. Rizzolati è di fondamentale importanza e conferma anche a livello scientifico ciò che avevo osservato e verificato nelle mie ricerche sulle energie e sul funzionamento della mente iniziate nel 1978. Una delle meccaniche mentali di base del funzionamento della mente da me teorizzato e costatato nel mio lavoro è quella che ho definito del “copiare”. A differenza di quanto afferma il Dott. Rizzolati, la mia esperienza mi ha portato a osservare che questa meccanica è attiva 24 ore su 24 in forma assolutamente inconscia per la persona. Non si tratta quindi di una risposta a uno stimolo ricevuto, ma di un meccanismo automatico in funzione senza sosta giorno e notte. A seconda degli stimoli ricevuti risponderemo poi in modo altrettanto automatico con azioni o emozioni che sono però già la conseguenza della meccanica del copiare.
    Solo a titolo di breve accenno riporto qui di seguito i concetti che richiamano questa meccanica enunciati sin dai miei primi libri. Ho scelto alcuni passi in cui si illustrano le origini di questa meccanica e altri in cui si entra maggiormente dei dettagli della sua interazione con gli aspetti più pratici della quotidianità. Pur cercando di mantenere il significato del contesto da cui ho estrapolato i concetti, è chiaro che una lettura completa dei libri darebbe una idea molto più ampia sia delle mie ricerche, sia di tutte le possibili declinazioni di questa meccanica base in molti aspetti della vita. Chi avesse interesse ad approfondire potrà farlo leggendo direttamente i libri.
    Il Cancro dell’Essere – Edizioni ATC, 1989
    Cosa è la Mente pag.18
    …. Ora pensate a qualcuno che registra attimo dopo attimo, minuto per minuto, secondo dopo secondo, ogni giorno ed ogni notte, tutta la vostra vita. Vi registra da quando siete un feto dentro la pancia di vostra madre, fino all’età che avete oggi. ….. nel vostro film trovate tutto quello che guardate, le vostre fantasie, le persone con cui parlate, i pensieri fatti su di voi, su altri o su cose. Vi trovate registrati anche i pensieri e le immagini che gli altri hanno fatto su di voi e che hanno “buttato” dentro il vostro film. Ogni situazione vissuta ha le sue relative vibrazioni: energie positive e negative.
    Cosa è la Mente pag. 22
    8. La mente copia tutto registrando i suoi film in maniera precisa. È sempre in funzione giorno e notte.
    Pensieri, pag. 37
    …la mente non fa distinzione fra un suo pensiero, quello di un altro o altri e quelli delle cose (anche la materia avendo il suo spettro d frequenza è composta da diversi tipi di vibrazioni a cui possono appiccicarsi, come colla, i pensieri simili alle sue vibrazioni).
    Fai Funzionare bene la Mente – Macro Edizioni, 2004 (precedentemente edito da Edizione ATC col titolo di Comprendere la Vita nel 2002)
    Cap. 1 – La mente e i suoi strati di energia, pag. 17
    Pag. 17, 18 : …La mente è costituita di STRATI DI ENERGIA. Ogni strato è composto da frequenze vibratorie diverse che forniscono alla mente precise caratteristiche e definiscono nel loro insieme, alcune fra le sue principali funzioni che sono: copiare (registrare), creare concetti, creare immagini tridimensionali. Vediamole meglio in dettaglio:
    1. La mente è in grado di copiare tutto ciò che capta, riceve e percepisce sia direttamente sia grazie all’imponente lavoro degli organi di senso corporei. Fa quindi una “registrazione mentale” e la archivia dentro di sé insieme ad altre già presenti che hanno un contenuto energetico simile. Nel linguaggio comune, noi chiamiamo queste registrazioni “ricordi”. Esempi di contenuti energetici presenti all’interno dei ricordi sono le emozioni, le sensazioni, i colori, i suoni che la persona attraverso la mente ha captato e percepito.
    2. La mente crea concetti dai quali la persona trae le proprie idee e opinioni e da cui origina pensieri, considerazioni e illusioni.
    3. La mente crea immagini mentali tridimensionali, che sono a colori finché il loro livello energetico è sufficientemente alto, e diventano in bianco e nero quando il livello energetico è più basso. Invece, quando l’energia delle memorie contenute nei ricordi è totalmente “esaurita” (vale a dire, non è più in grado di compiere alcun lavoro), al posto delle immagini che formano i suoi ricordi, la persona vede buio, non vede niente, fino a provare sul suo corpo fisico una sensazione d’incoscienza.
    Cap. 5 – La mente copia tutto!! , pag. 87
    …tecnicamente quando uso il termine copiare intendo dire che:
    La mente ha l’attitudine di registrare in copia nel suo archivio, qualsiasi cosa incontri sul suo cammino;
    ogni strato di mente è in grado di copiare interi file di contenuto mentale;
    ogni cellula del corpo concorre a quest’immenso e continuo lavoro di riproduzione;
    la mente registra e copia ogni cosa:
    Per essere pronta al momento opportuno ad usare la migliore soluzione mentale di sopravvivenza;
    Per mantenere la realtà in cui vive la persona;
    Per permettere alla persona di imparare (il bambino impara tutto per imitazione), per incamerare energia, per svilupparsi, crescere, ecc ….
    ….MA?
    Ancora una volta, quest’attitudine mentale è priva di discernimento e consapevolezza. Vorrei che fosse totalmente chiaro che stiamo parlando di un meccanismo, di qualcosa d’automatico che non è assolutamente in grado, da solo, di capire cosa è utile o cosa non lo è…..
    Pag. 91
    …la mente copia tutto e poi da il comando al cervello di TRASFORMARSI nel contenuto di quello che ha copiato. Il cervello ricerca all’interno delle memorie genetiche del corpo un contenuto emozionale o una situazione simile. Se lo trova “se lo copia addosso”, facendosi sopprimere e trasformare dalle energie che si generano dalla combinazione tra il passato genetico e la registrazione del presente. Se invece il cervello, quando ricerca dentro le sue memorie genetiche, non trova episodi simili cui collegarsi, la combinazione non avviene e la persona, per il momento, non diventa un ripetitore di memorie copiate. Queste ultime rimangono solo registrate dentro la mente come esperienza copiata, senza nessuna reazione fisica o qualsiasi altra emozione, pur rimanendo LATENTI E PRONTE ad accendersi in altre occasioni e quindi ad entrare in azione.
    Cap. 6 – I Pensieri, pag.97
    Pag. 98, 99, 100, 101: … Il pensiero è un prodotto della mente che si forma quando un qualsiasi dato, fenomeno o informazione del tempo presente viene recepito e subito paragonato ad un dato o informazione del contenuto mentale già esistente. In effetti, il pensiero è il prodotto di un confronto fra cose uguali, simili o diverse fra loro…. I pensieri possono avere connotazione positiva o negativa (bella giornata, brutta giornata) ma si basano sempre su informazioni messe a confronto fra loro automaticamente dalla mente. Occorre ancora far presente che i pensieri possono essere prodotti sa dalla mente cellulare e quindi dalla materia che costituisce il corpo, sia da tutti gli altri strati d’energia mentale (aura). Quindi il pensiero consiste nello stabilire qualcosa riguardo alla vita, a noi stessi o agli altri paragonando il presente con la nostra conoscenza ed esperienza …. I pensieri che facciamo continuamente, infatti, sono paragoni mentali di ciò che vediamo e percepiamo con qualcosa che è già presente all’interno delle nostre registrazioni e che ci deriva dall’esperienza maturata, dagli studi fatti, dalle memorie della nostra linea genetica. Anche il pensiero ha una propria frequenza vibratoria energetica che attirerà a sé film mentali caratterizzati dalla stessa vibrazione o da una simile appartenente ad altre persone, animali, oggetti. La mente ne farà una copia e in questo modo potenzierà, con il contenuto energetico raccolto, quanto aveva già in suo possesso. Ogni copia dei pensieri rimane registrata dentro la mente, catalogata come conoscenza ed esperienza di vita. La mente non fa nessuna distinzione fra i propri pensieri, i pensieri di altre persone o di animali e quelli registrati nella materia circostante. La mente non fa differenziazione di tempo, luogo, spazio, energie,. Non distingue tra il passato e il tempo presente che sta vivendo oggi la persona. La mente non si domanda se ciò che impone sotto forma di pensieri, azioni, emozioni, stati d’animo ecc sia per essa positivo ed etico oppure no. Così ci troviamo a vivere con una mente che riunisce tutto ciò che è simile in catene di memorie formate da tanti ricordi i quali possono non avere niente a che fare l’uno con l’altro. Quest’attività di catalogazione aveva originariamente lo scopo di mettere gli individui in grado di conoscere. Un’immensa banca dati d’esperienze potrebbe, infatti, svolgere un servizio positivo per noi, se la mente potesse ragionare in maniera analitica, razionale, scegliendo le soluzioni in base alle opportunità precise richieste dalla situazione del momento, sotto la supervisione e l’assistenza di una Coscienza che osserva e che comprende, oppure se la logica di catalogazione almeno fosse compresa dalla Coscienza. Purtroppo non è così.
    Il nostro tipo di mente non possiede una coscienza sua propria e quindi non può comprendere se fa le cose giuste o sbagliate. La comprensione è un’evoluzione della Coscienza Spirituale che si realizza quanto quest’ultima arriva a conoscere qualche aspetto di se stessa in relazione alla sua mente, agli altri, all’universo. La comprensione permette alla Coscienza Spirituale di creare una mente che ha coscienza di cosa sia giusto e sbagliato, di cosa sia etico fare per creare giustizia e di quali siano le azioni corrette da mettere in atto nel rispetto di se stessi e degli altri. La comprensione consente quindi di sviluppare una mente analitica e cosciente, che presenta soluzioni di sopravvivenza intelligenti ed etiche; una mente che non fa semplicemente copie e paragoni ma che riconosce quello che sta osservando perché ha già vissuto esperienze simili e sa quale risultato hanno avuto nella vita. Una mente così saprebbe in anticipo quali risultati producono nella vita le diverse soluzioni se applicate alle situazioni con le quali viene a contatto, catalogherebbe come “appropriate” quelle che lo sono e come “dannose” le altre. Non farebbe subire al nostro corpo un qualsiasi dolore percepito e copiato senza discernimento, come invece fa la nostra attuale mente grossolana ed irrazionale. Non ci farebbe agire come burattini con azioni e reazioni del tutto automatiche. Sarebbe stata da noi precedentemente “educata” ed “istruita” su come comportarsi con ciò che incontra e registra. La Comprensione crea l’Intelligenza. Non quella dei neuroni del nostro cervello, ma quella della Coscienza, che diventa sempre più consapevole di se stessa e della mente grossolana ed irrazionale che l’ha comandata fino ad ora. Ogni volta che la persona comprende qualcosa riguardo se stessa, la vita e gli altri, crea concetti nuovi che vanno a sostituire quelli obsoleti usati fino a quel momento, mentre le similitudini che la mente aveva precedentemente effettuato in maniera irrazionale, dalle quali scaturivano confusione e problemi, vengono così “disaggregate” e riciclate. Quando la Coscienza comprende qualcosa, sostituisce i concetti errati con quelli corretti relativi a ciò che ha capito. La persona può quindi beneficiare di nuove energie rese disponibili, vere e proprie risorse utilizzabili per creare o cambiare il futuro.
    Cap. 7 – Considerazioni negative: come liberarsene, pag. 103
    Pag. 106: ….. 3) una copia della considerazione e del suo contenuto vibratorio si appiccica alla mente e quindi al corpo ed al campo energetico di chi la riceve, mentre un’altra copia resta in memoria nella mente di colui che origina la considerazione stessa. Questa verrà usata dalla sua mente al momento “opportuno”….
    Pag. 107, 108, 109: … Le considerazioni che la nostra mente “installa” dentro la nostra testa oggi, mentre viviamo la nostra vita, sono spesso frutto di altre considerazioni registrate in ricordi passati, che per similitudine con la situazione del presente vengono “rispolverate” dal meccanismo mentale dei paragoni e poi ci vengono imposte e fatte usare inconsapevolmente. Anche le considerazioni, in quanto specifiche forme di pensiero, diventano suggestioni di cui subiamo l’effetto, esattamente come accade con la meccanica delle illusioni. La mente infatti, crea una copia di tutte le considerazioni che una persona fa su di sé, come ad esempio “non sono capace di parlare”, “non so stare con la gente”, “sbaglio ogni cosa che faccio”, “non serve a niente provare perché non andrà bene”, “non troverò mai una persona che mi ami veramente”, “solo io sono così sfortunato”, “nessuno mi capisce” e così via. Le considerazioni negative diventano suggestioni, registrate dalla mente cose se fossero caratteristiche reali della persona che la rendono incapace nella vita. Il risultato delle considerazioni rispolverate dalla mente diventa così una soluzione mentale di sopravvivenza che la persona accetta come verità su di sé a tal punto che si sentirà “insicura, incapace di agire ecc” …..diventano esperienza che la blocca, la fa vivere male ed essere infelice.
    Anche le considerazioni positive del tipo “io so tutto”, “sono il migliore di tutti”….. se non rispecchiano la realtà oggettiva sono solo illusioni che alla lunga conducono al fallimento di qualsiasi iniziativa.
    La mente suggerisce considerazioni di questo tipo in quanto dentro di sé ha già le copie dei ricordi di altre persone (avi o parenti, amici o conoscenti) che, sentendosi insicuri, hanno adottato autosuggestioni simili per riuscire ad affrontare alcune situazioni di vita…. Le emozioni che produciamo e gli stati d’animo con cui reagiamo alle situazioni anche al solo pensiero di fare, affrontare, studiare, rimediare, richiamano dalla mente ricordi (del presente e del passato) che contengono energie simili, cioè emozioni e stati d’animo dello stesso tipo. Queste registrazioni contengono anche le considerazioni che quindi vengono richiamate nel presente della persona e imposte come soluzioni di vita. Quando gli stati d’animo e le emozioni sono composti da vibrazioni energetiche associate a considerazioni come paura di non farcela, insicurezza, dubbio e sono somatizzati con dolori e disturbi tipo mal di stomaco, attacchi di panico, coliti, ulcere, i ricordi che la persona richiamerà inconsapevolmente nella propria mente saranno ovviamente dello stesso tipo. Essi conterranno energie negative simili. Come risultato la persona si sentirà bloccata e non riuscirà a cambiare la propria vita, a raggiungere gli scopi che le stanno a cuore, a comunicare correttamente, a parlare in pubblico: in breve, a creare la propria vita invece di subirla. Ciò accade quando la persona subisce il contenuto delle considerazioni negative che la sua mente ha prodotto e che le ha imposto come probabile futuro. Di conseguenza, facendosi fermare da esse, accetta il futuro di sconfitte che la sua mente ha preparato per lei.
    Pag. 119, 120: … qualsiasi forma di pensiero mentale è formato da vibrazioni di energia, quindi possiede una lunghezza d’onda e una frequenza. Le considerazioni negative, emesse con odio e cattiveria, sono composte da vibrazioni di energie distruttive. Quando queste energie arrivano addosso al campo energetico, o aura, della persona oggetto delle considerazioni, vengono copiate e registrate dalla sua mente e poi catalogate insieme a considerazioni con contenuto simile già in archivio dentro di sé. ….. la mente, quando riceve nel suo campo energetico le considerazioni con il loro contenuto di energie distruttive, le legge comportandosi come un computer, riconoscendo in queste vibrazioni energetiche le immagini relative al proprio corpo con il quale sta vivendo ed esistendo in quel momento, scambia per proprie quelle immagini e le accetta, inserendole all’interno del film della vita della persona. Accettando le immagini, la mente accetta anche tutto il loro contenuto emozionale negativo.
    Pag. 124, 125: …. Quando viene messa in esistenza rimane registrata, con il suo contenuto emozionale e con le immagini delle cose o delle persone a cui è rivolta, nella mente di chi l’ha originata, e catalogata al suo interno. Quindi è presente all’interno del film della vita di chi l’ha creata. Una copia esatta di questa considerazione, come abbiamo visto, va inoltre ad appiccarsi alla persona (o alla cosa) oggetto della considerazione e viene registrata e catalogata dalla sua mente.
    …. Ma attenzione: anche quando vi sedete su una sedia la vostra mente, come abbiamo già visto, registra tutto ciò che la materia della sedia ha precedentemente copiato dalle persone che si sono sedute prima di voi. Anche la materia, infatti, è composta da energia: una parte più solida e visibile (la materia vera e propria), che è sottoposta al degrado dovuto al trascorrere del tempo e può usurarsi fino a distruggersi, ed una invece meno solida (non visibile agli occhi ma non per questo meno reale) che non si distrugge neanche se la materia più solida viene completamente disgregata dal fuoco.
    Pag. 126: … Naturalmente la Coscienza che abita il corpo non si accorge, mentre quest’ultimo sta ad esempio passeggiando per la strada, che la sua mente va copiando non solo tutte le considerazioni ed i pensieri indirizzati al corpo, ma anche quelli presenti sul corpo di qualcun’altro o addirittura registrati dalla materia circostante. La mente non fa altro che riconoscerle come simili, per via delle vibrazioni energetiche che le costituiscono e le fa proprie senza fare alcuna differenziazione.
    Pag. 134, 135: …2) il nostro corpo è in grado di apprendere tutto ciò che dobbiamo studiare o imparare e fare a scuola, nello sport, sul lavoro. si tratta solo di dedicarci il tempo necessario. Quando dobbiamo imparare a guidare la macchina, all’inizio non abbiamo altra scelta che ricordarci passo dopo passo quello che occorre fare, ripetendoci le azioni una dopo l’altra fino a che non siamo più costretti ad intervenire perché il corpo agisce automaticamente …. In modo del tutto analogo, dire a noi stessi mentalmente di “non copiare i pensieri che tizio mentre mi sta parlando mi butta addosso”, oppure “rimando indietro alla mia mente, o alla persona o alla cosa da cui le ho copiate, le considerazioni che mi arrivano” è un modo per addestrare il nostro corpo e la nostra mente a fare distinzione e a non copiare a ruota libera. Anche ricordare al vostro corpo di “non copiare quello che c’è registrato sulla sedia” dove vi state sedendo è un ottimo esercizio da fare. Tutto si apprende, è sufficiente comprendere che cosa occorre fare e poi esercitarsi a sufficienza. Perché quindi, non dovreste essere in grado di addestrare voi stessi a non subire tutte le meccaniche in base alle quali la mente funziona? Perché mai non dovreste arrivare al punto da non avere più bisogno di dirvi di non copiare o di non accettare considerazioni? Sarà possibile, una volta che la mente, con il vostro aiuto e sotto la vostra guida come Coscienza, si sarà evoluta abbastanza da sapere da sola che non deve copiare o dare origine a considerazioni irrazionali….
    Cap. 10 – Realtà e accordi, pag. 167
    Pag. 167, 168: … si può affermare che accettare una evidenza diventa accordare una realtà (definisco con il termine accordo, l’accettazione cosciente o incosciente di qualcosa. Definisco inoltre con il verbo accordare l’azione di accettare qualcosa, a livello conscio oppure inconscio), che poi è una convinzione sull’idea che le cose sono in un modo piuttosto che in un altro. Riprendiamo ora l’esempio della persona che copia le considerazioni di qualcuno sui venditori ambulanti quando ne incrocia uno per la strada, o quello del tossicodipendente che vuole commettere una rapina. La mente copia quei pensieri e se la persona non sta osservando come Coscienza, il solo fatto di “sentirseli in testa” e di provare le sensazioni fisiche ad essi collegate, induce la persona stessa a farli propri e questo è sufficiente a costituire un’evidenza. Subito dopo, l’evidenza si trasforma in una nuova realtà accordata, una realtà che la persona accetta come propria e che diventa una sua convinzione riguardo al fatto di essere diventata astiosa verso gli ambulanti, oppure di non sentirsi a proprio agio quando ha a che fare con le banche. Queste realtà sono nutrite dalle convinzioni che la persona matura su quello che pensa o sente proprio. Accordare qualcosa o qualcuno osservandone solo l’apparenza è una meccanica mentale che in certi casi può diventare devastante. Con l’accordo, infatti non si accetta solo ciò di cui siamo convinti, ma anche tutto il pacchetto di ricordi simili ai nostri e ciò che la mente della persona o cosa che accordiamo ha copiato, registrato e catalogato nell’apparenza e nella non apparenza (per non apparenza intendo l’insieme delle energie che il cervello non decodifica e che dunque gli occhi non vedono, ma che esistono e sono presenti all’interno delle registrazioni mentali e fuori nelle realtà di vita). Accettare l’apparenza e la corrispondente non apparenza di qualcuno o qualcosa significa, quindi, far propri gli scarti energetici di quella persona o cosa.
    Cap. 12 – Coscienza e fallimenti nella vita – pag. 199
    Pag. 199, 200 … Ogni persona ha degli scopi e dei progetti di cambiamento rivolti a qualcosa o se stessa; se però nell’evidenza della realtà non riesce nell’intento che si è prefissa, registra nella propria mente un episodio di fallimento. Oltre a ciò, a causa dell’evidente sconfitta, entrano in gioco altre meccaniche mentali. La mente, infatti, inserisce dentro il ricordo del fallimento:
    1) Tutti i fallimenti precedenti simili che la persona ha già avuto nella vita.
    2) I ricordi di fallimenti simili presi dalla sua linea genetica.
    3) I ricordi di qualcuno che la persona ha accordato e di cui paga le azioni negative con il fallimento avuto oggi, come ritorno.
    4) I ricordi di qualcosa o qualcuno che la sua mente ha copiato e che la persona, non essendone consapevole, ha subito.

    Cap. 13 – L’identificazione e la Coscienza, pag. 219
    Pag. 219, 220: Quando una persona si trova di fronte ad una situazione in cui si sente inadeguata, per cercare di superarla entra nel Meccanismo dell’identificazione. Identificarsi significa “sentirsi uguali a”, “immedesimarsi a tal punto in un ruolo o in qualcuno da comportarsi nella stessa maniera”.
    ….La Coscienza della persona si scontra con qualcosa alla quale non riesce ad adattarsi e percepisce se stessa limitata e inabile ad affrontare la situazione. La mente arriva allora in suo soccorso per farle superare questo problema, mandandole in pochi secondi, tantissimi ricordi nei quali lei ha assimilato e copiato a livello consapevole e inconsapevole, dei modelli di comportamento. Tanti atteggiamenti o modi di comportarsi copiati dalla madre, dal padre, dai nonni, dagli zii, dai cugini, dai compagni conosciuti a scuola (dall’asilo fino alle scuole superiori), sul lavoro, dai partner e, perché no, dai vari cantanti o attori preferiti, dai propri beniamini sportivi, dai propri idoli politici o religiosi. … perché coloro che li utilizzavano si mostravano vincenti … e quindi i loro comportamenti erano modelli da ripetere e usare nei momenti di bisogno…. Copiare gli atteggiamenti di qualcuno non è il nostro vero modo d’essere, è come recitare una parte che non ci appartiene, quindi la nostra simpatia non è naturale e gli altri lo sentono. Un altro inconveniente non da poco è che, se copiamo i modi di fare e di esprimersi da qualcuno che piace o ci piace, lo facciamo perché siamo convinti che siano quelli vincenti. E ad un atteggiamento vincente siamo disposti a dare energia. … più una persona usa il modello di vita copiato e più ne subisce gli effetti, al punto da credersi realmente così e perdere conseguentemente il contatto con la sua vera essenza. Essa, infatti, si declassa entrano nella Meccanica dell’identificazione.…
    Genetica e Coscienza Spirituale – Edizioni ATC, 1995
    Linea genetica in relazione ai nostri genitori, nonni, ecc. e la Coscienza Mentale – pag. 34
    … E’ molto importante sapere che qualsiasi cosa il nostro cervello abbia decodificato e tradotto, ne crea poi una copia esatta che mette in registrazione dentro le sue memorie che formano la mente artificiale, dove si trovano già registrate energie simili, come movimento vibratorio rispetto al contenuto della copia creata. Copie che vengono usate dalla mente dei concetti di conoscenza se necessarie per risolvere i problemi nella vita della persona. Ad esempio usare atteggiamenti di un divo del cinema visto dalla persona e copiato dalla mente per affrontare con coraggio delle situazioni di lavoro …. un modo che nasconde invece la debolezza e l’insicurezza della persona, ecc.
    Pag. 35: … Le energie che il nostro cervello decodifica e traduce ma che non fanno parte del bagaglio mentale di conoscenza autorizzato ad essere tradotto, vengono messe in registrazione dentro memorie del nostro cervello a noi sconosciuto e dallo stesso archiviate sia dentro la risonanza non apparente della mente dei concetti sia dentro la mente cellulare e l’unica cosa che ci permetterà di conoscere di queste registrazioni sono le sensazioni, le emozioni, le percezioni, il dolore. …

    E Dio creò la Mente – Macro Edizioni, 2008
    Cap. 2 – Dal principio alla creazione della prima Mente Universale, pag. 30
    …La seconda Meccanica Mentale che si venne a creare fu il fare una copia di ogni impronta energetica. La vicinanza fra le spirali aveva creato una particolarità dentro la Mente: avevo notato infatti che, nel momento in cui le energie delle spirali si toccavano fra di loro, restava un’impronta, registrata da lì in poi dentro la Mente, che in realtà era una copia di questo contatto ….. a mio avviso queste spirali, essendo vicine ma staccate le une dalle altre, hanno perduto energia toccandosi continuamente, perché ogni contatto tra loro generava una copia che le appesantiva in quanto la copia stessa diventava energia condensata. Sono proprio queste copie che hanno dato origine alle prime memorie.
    Pag. 32, 33
    …. È molto importante valutare i primi imprinting che si sono creati nella prima Mente perché, essendo i “basic” (ovvero i meccanismi originali), essi si sono ripetuti continuamente, diventando degli schemi di comportamento o di esistenza. Questi schemi, con i loro meccanismi sono come un programma di un computer, incapaci di capire le differenze di tempo, luogo e spazio, di apprezzare le differenze tra positività e negatività di una data situazione, e di comprendere se stanno esistendo in una Mente o nell’altra. Essi “ragionano” solo in base alla similitudine della vibrazione energetica di cui sono composti e non secondo una capacità critica o una scala di valori. Questo avverrà fino a che non ci sarà, da parte della prima Mente e anche da parte nostra, la comprensione degli schemi mentali di comportamento, a quel punto smetteremo anche noi ei essere succubi di qualcosa che non contiene al suo interno alcuna consapevolezza e quindi coscienza.

    Come la Mente Genetica condiziona il rapporto di coppia – Macro Edizioni, 2010
    Introduzione – pag. 15
    Meccaniche mentali: ogni forma esperienziale vissuta dall’individuo e registrata dentro di sé dall’energia mentale, che ne fa una copia. In seguito la mente, ogni volta che riconoscerà nell’ambiente qualcosa di simile all’esperienza già copiata, la farà ripetere automaticamente. La copia è la meccanica mentale che ripetendosi continuamente crea uno schema mentale. Le meccaniche mentali stanno alla base di tutto ciò che compone l’esistenza e funzionano per tutti alla stessa maniera.
    Cap. 1 – Conflitti emozionali e problemi nella vita
    Pag. 20, 21, 22: … Ogni esperienza che attraversa l’individuo (nel mio caso il dolore per la perdita di mio padre) viene registrata dentro una memoria in cui si trova già archiviato in ordine cronologico tutto il suo vissuto, dal concepimento in poi, fino al momento presente. In questo viaggio tutte le esperienze connesse sia allo sviluppo fisico che alla vita emozionale vengono sigillate in un “continuum” di memoria che seguirà l’individuo per tutta la vita. La mente, una volta registrata un’esperienza, la ripropone esattamente nello stesso modo all’individuo, che si troverà a sperimentare di nuovo su di sé ciò che ha già vissuto nel passato. Le esperienze dell’energia mentale diventano le meccaniche mentali, le quali sottostanno a tutti gli schemi di comportamento ed essi vengono ripetuti così come sono stati registrati, senza nessuna coscienza e consapevolezza …… ciò avviene secondo il modello della “Copia mentale”, una delle meccaniche più importanti da conoscere, quella per cui la mente cerebrale ha la capacità di fare una copia di tutto ciò con cui si viene in contatto durante la vita, sia esso positivo o negativo. La copia rimane registrata come ricordo. Nel momento in cui l’individuo affronta una situazione che risulta simile al contenuto di una prima copia precedentemente registrata, la mente cerebrale, pur facendo una nuova copia della situazione, inserisce in essa il contenuto emozionale della prima copia. La mente cerebrale si comporta analogamente per tutte quelle situazioni di vita che considera simili. Si determinano così intere catene di copie mentali formate da episodi diversi ma con un identico contenuto emozionale che si potenzia energeticamente ogni volta che un’esperienza simile l’accende. A quel punto l’individuo si sentirà felice se il contenuto emozionale sarà positivo, oppure infelice se pieno di dolore e sofferenza ….
    Se la prima copia di un qualsiasi conflitto è stata creata e registrata dalla mente cerebrale quando si era piccoli, può accadere che da adulti, una volta accesa la catena di copie di ricordi simili, ci si possa ritrovare a rivivere senza volerlo le stesse emozioni, sensazioni, pensieri, dolori fisici e stati mentali di allora, riproducendo persino i medesimi atteggiamenti infantili. L’individuo potrà anche riconoscere l’inadeguatezza dei propri comportamenti all’attuale contesto di vita, ma non riuscirà sempre a controllare il flusso di emozioni che lo avranno investito.
    Pag. 34: … La mente cerebrale copia e archivia secondo un ordine cronologico. Le registrazioni di queste copie, chiamate ricordi, iniziano al concepimento e finiscono con la morte del corpo. Si tratta di una memoria di ricordi archiviati in ordine cronologico, composta sia da tutto ciò che riguarda noi, l’ambiente in cui viviamo e come reagiamo ad esso (cioè emozioni, sensazioni, pensieri, stati d’animo negativi e positivi, immagini, odori, suoni, azioni fatte od omesse, parole che abbiamo detto o mancato di dire), sia dai ricordi di quello che non appartiene a noi ma che il nostro cervello ha copiato dall’ambiente, dagli animali e da altri individui, e che ha archiviato dentro di sé come se fosse parte del nostro vissuto. La mente cerebrale, infatti, non ha la capacità di differenziare tra il copiare ciò che sono le esperienze del corpo in cui sta vivendo e copiare quelle di un altro corpo, di un animale o registrate in un luogo. Per essa è la medesima cosa e quindi archivia le copie fatte tutte insieme facendo poi ripetere il loro contenuto all’individuo in cui sta esistendo senza che egli ne sia consapevole.
    Pag. 36: A differenza della mente cerebrale, la Mente genetica non crea nuove copie, ma prende dai suoi archivi i ricordi di vite già vissute dagli avi con all’interno qualcosa di simile a quello che l’individuo sta vivendo oggi, e porta nel presente quei ricordi unendoli ad esso. Da quel momento sono i ricordi simili del passato che prendono il sopravvento sull’individuo , il quale perderà la sua individualità ….
    Pag. 40: … si potrebbe asserire che sia la mente cerebrale sia la Mente genetica hanno una “struttura fisiologica” che funziona allo stesso modo per quanto riguarda il non fare alcuna differenziazione. La mente cerebrale copia tutte le esperienze che l’individuo vive, insieme a tutto ciò che copia dall’ambiente che non appartiene a lui. Dopo averle archiviate tutte insieme, riproduce e fa ripetere all’individuo tutto quello che ha copiato come se fossero vissuti suoi. Dal canto suo, la Mente genetica non differenzia fra ricordi di vite già vissute nel passato da altri corpi e quello che sta vivendo il discendente nel presente, facendogli così ripetere come se fossero sue le vite degli avi.
    Cap. 3 – I tre pilastri della vita: corpo, mente genetica e coscienza
    Pag. 114, 115, 116: … Ogni volta che una persona si comporta male verso qualcuno o qualcosa una copia della sua azione rimane registrata dentro la sua mente cerebrale, mentre la sua scala dei valori dentro l’anima Spirituale subirà un abbattimento delle energie positive a causa del contenuto energetico negativo prodotto dal suo comportamento. Inoltre, dato che la funzione mentale di fare una copia non è unilaterale, una copia uguale andrà a depositarsi nella mente cerebrale dell’individuo che ha subito l’azione negativa. La mente cerebrale della persona che ha commesso l’azione negativa, senza che lei ne sia consapevole, registra anche il malessere fisico ed emozionale che vive l’individuo danneggiato e viceversa. Quindi le azioni negative e le emozioni a esse legate provate da entrambi si riflettono vicendevolmente come in una coppia di specchi, dopo di che i cervelli riprodurranno continuamente lo stato di malessere appreso che sarà percepito a livello psichico e fisico con l’effetto di deprimere le energie positive registrate all’interno della scala dei valori di tutti e due. Questo succede in quanto la mente cerebrale di chi riceve l’azione negativa ha fatto una copia e l’ha archiviata dentro di sé come se l’avesse commessa lui invece di averla ricevuta e subita da un altro, come è accaduto. Dopo di che tra di loro rimarrà un collegamento mentale molto forte e quando uno dei due farà un errore simile all’azione negativa già registrata, le menti cerebrali di entrambi ne creeranno ognuno una copia e tutte queste registrazioni passeranno continuamente da una mente all’altra rafforzandosi a vicenda e abbruttendo moralmente i due individui. Pensiamo a come sarebbe diverso se fossimo collegato agli altri per le azioni etiche che ognuno di noi fa nella vita e come cambieremmo tutti in meglio! Solo prendendo consapevolezza dei propri sbagli la coscienza potrà operare in modo corretto, creando nuova energia positiva che verrà rivolta alla giusta soluzione dei problemi e in questo caso il cervello smetterà di far rivivere continuamente il malessere sia all’individuo che alla persona da lui danneggiata. ….Una coscienza è consapevole quando comprende in che cosa ha sbagliato e vede quali sarebbero state le azioni corrette da fare.
    Capitolo 11 – Flussi di sesso
    Pag. 208 .… E’ normale che nell’atto sessuale ci sia un mescolamento tra i due partner, un “copiarsi” a tal punto che poi essi si ritrovano a ripetere gli atteggiamenti dell’altro come se fossero diventati i propri. Le energie non si possono fermare o limitare, essi si muovono e s’inglobano con tutto ciò che vibra in modo simile e si modificano in positivo se quelle con cui entrano in risonanza sono alte e pulite, o in negativo se sono basse e degradate. ..
    Pag. 211, 212: … Molto spesso noi percepiamo, e la nostra mente animale legge, i flussi si sesso addosso agli altri, e questo ce li fa provare come se fossero i nostri. Chissà quante volte ci siamo innamorati di una persona per aver copiato il suo innamoramento verso di noi, o il suo verso un’altra persona. E quante volte abbiamo fatto sesso perché ci siamo eccitati copiando, senza saperlo, l’eccitamento del partner, oppure di una persona incontrata per strada semplicemente passandole accanto o per averle solo parlato? Purtroppo la mente cerebrale copia sempre tutto, non solo i flussi di sesso, è quindi per noi molto facile trovarci a ripetere inconsciamente, come burattini che recitano un copione, ciò che è stato copiato o già vissuto nella non apparenza. E’ chiaro che possiamo subire i flussi di sesso copiati e riprodotti dal nostro corpo solo quando hanno delle similitudini, anche leggere, con le registrazioni dei flussi di sesso del nostro concepimento. Se non ci sono similitudini, la mente cerebrale copia lo stesso, ma questa sua registrazione non produce per il momento alcuna reazione in noi, e quindi non la riproduciamo nella nostra vita.

    Morte e dintorni – Hermes Edizioni, 2005
    Cap. 5 – Come reagisce una persona quando sa di dover morire – La realtà apparente e la realtà effettiva, pag. 51, 52, 53

    Siamo quindi di fronte ad un meccanismo che, alla morte, ci impone la scoperta di una realtà profondamente diversa da quella (o da quelle) che abbiamo sempre guardato. … Noi possediamo un cervello che, grazie alle cellule nervose (i neuroni), ci permette di decodificare e tradurre un certo numero di realtà e di cose della vita, della cui esistenza siamo convinti in quanto la nostra mente ci consente di toccarle, vederle, odorarle, udirle oppure mangiarle fruendo dei nostri sensi principali. …. Il cervello, pur decodificando e traducendo tutto ciò che vede o percepisce durante la vita, non permette di vedere tutto ciò che esiste e che registra dentro di sé. È come se funzionasse con una gamma di frequenze energetiche delimitata, proponendoci determinate realtà e nascondendocene altre! Le realtà che sono decodificate e che passano il suo filtro sono quindi “apparenti”, le altre sono invece “non apparenti” e divengono palesi solo quando il cervello smette completamente di funzionare.
    … l’ambiente è in grado di assorbire le energie mentali registrandole, questo è il motivo per cui i sensitivi, entrando in una stanza o toccando un oggetto, possono vedere le immagini di chi ha abitato in quella stessa stanza o di cosa vi è accaduto, o di chi ha toccato quell’oggetto …. Logicamente non essendo tutti sensitivi (quindi non in grado di vedere le immagini o i ricordi dell’ambiente) siamo succubi di tutto ciò che i nostri neuroni copiano dall’ambiente e archiviano dentro la nostra mente senza che noi ne siamo consapevoli. …. Via via che una persona si avvicina alla morte, i suoi neuroni si esauriscono sempre di più e il cervello comincia a perdere, nelle funzioni di archiviazione, il potere di separare ciò che deve essere reale per noi da ciò che deve rimanere nascosto…. Questo comporta, per la Coscienza, subire uno shock nel ritrovarsi ad affrontare tutti i ricordi di realtà diverse rispetto a quello che ha sempre vissuto la persona. Si tratta, infatti, di quelle realtà che in vita il funzionamento del cervello mantiene nascoste, ma che poi vengono fuori sempre di più fino a che, alla morte fisica, sono presenti tutte e contemporaneamente: le nostre, quelle che abbiamo ereditato al concepimento dalla linea genetica e quelle copiate dagli altri.
    Cap. 8 – Genetica Mentale – Trasmigrazione mentale dei defunti (la reincarnazione genetica), pag. 82, 83
    La Mente Genetica, intesa come l’insieme dei contenuti e ricordi mentali ereditati fin dal concepimento, seguendo un impulso di sopravvivenza molto forte, assorbe e richiama dall’esterno tutto ciò che di simile ha registrato dentro di sé, e questo avviene in maniera evidentissima quando ad una persona muore un componente della propria linea genetica. … naturalmente i ricordi mentali del defunto non trasmigrando in una persona sola ma in tutte le menti genetiche dei suoi discendenti, ognuna delle quali fa una copia esatta del suo contenuto e la registra dentro di sé.
    Cap. 8 – Genetica Mentale – Le trasmigrazioni mentali in mancanza di discendenti (figli, nipoti, ecc), pag. 85
    …Il trapasso delle energie dal corpo di un defunto a quello di chi rimane in vita avviene anche in assenza del meccanismo genetica dell’ereditarietà. C’è infatti un altro meccanismo che funziona in modo del tutto analogo basato neanche a dirlo, sul principio della similitudine energetica o di immagine che, come abbiamo già visto, è essenziale nel funzionamento della mente (anche il nostro concepimento nasce da questa meccanica) … La persona che inconsapevolmente si ritrova dentro la mente questo nuovo contenuto di registrazioni trapassate, comincerà pian piano, altrettanto inconsapevolmente, ad assumere anche le caratteristiche comportamentali contenute nelle memorie ricevute dal morto. Infatti la mente copia tutto! Mi ricordo a questo proposito di aver letto che chi ha subito un trapianto di organo, in alcuni casi di è ritrovato, nel tempo, ad assumere modi di fare e ad avere pensieri, desideri e paure che non riconosceva come propri, fino a sentire di avere nella testa ricordi “di qualcun altro”. Beh, guarda caso erano quelli del donatore! …
    Cap. 10 – Le caratteristiche che deve possedere chi sta vicino ad un malato prossimo a morire – Le caratteristiche del “bravo assistente”, pag. 105
    1)Chi assiste deve essere presente come Coscienza e saper guardare la sofferenza con amore e distacco. È molto importante non lasciarsi coinvolgere dagli stati d’animo del malato. …. La mente copia tutto, quindi la persona che sta accanto al moribondo copierà anche le sue vibrazioni e le archivierà dentro le proprie memorie simili appartenute a qualche antenato vicino o lontano della propria linea genetica. Le sensazioni copiate si potranno manifestare con stati d’animo ed emozioni simili a quelle del malato andando in risonanza e diventano una cosa sola con esse. Potete immaginare quanto ciò possa risultare deleterio per il malato che, oltre alla propria negatività emotiva, sarà costretto a ricevere anche quella di un’altra persona…
    Cap. 13 – Morti improvvise – Parti di anima restano sul luogo del decesso, pag. 138, 140, 142
    È molto comune trovare, in un posto dove è morto qualcuno per incidente stradale, mazzi di fiori o vere e proprie lapidi con la foto del defunto per ricordarlo proprio in quel luogo “maledetto”. … la Mente di chi passa di li in macchina successivamente, come fa ogni mente in ogni occasione, copia tutto quello che percepisce, incidente compreso. …. e può ripetere l’incidente in quello stesso luogo, con una dinamica simile o uguale, morendoci. … è molto importante che, quando vediamo fiori o lapidi posti sul ciglio della strada, oppure quando passiamo in un punto in cui sappiano essere avvenuti incidenti mortali, non proviamo né paura, né rabbia., e che diciamo mentalmente di non copiare niente di quello che è rimasto registrato su quel pezzo di strada, per non attirare e accendere in noi memorie o emozioni che ci portino a essere i prossimi a ingrandire quel cimitero stradale.
    Cap. 14 – Energie del cimitero – Siamo sicuri che visitare i cimiteri faccia bene alla nostra sopravvivenza?, pag. 167, 168
    …C’è un’altra meccanica importante da considerare: quando la persona viene invasa dalla non apparenza energetica del cimitero, copia nella propria mente neuronale e cellulare a livello inconscio le memorie di putrefazione apparente e non apparente dei corpi morti presenti nel cimitero e tutto il vissuto mentale della loro parte fisica (DNA), facendolo proprio…

    La ricerca del Dott. Rizzolati pone l’accento sul fatto che i neuroni specchio dimostrano come l’Essere umano sia buono e predisposto all’empatia, e sul fatto che proprio questo sistema possa aver consentito ai nostri antenati di divenire umani ed evolversi imparando per emulazione gli uni dagli altri.
    Dal mio punto di vista di ricercatrice spirituale, ho invece approfondito l’aspetto che noi, in quanto Coscienze Spirituali identificate dentro una mente e un corpo, siamo vittime di questa meccanica mentale del copiare che ci porta a vivere inconsciamente situazioni o a provare emozioni che sono registrate nella nostra mente e che spesso non sono nostre.  Una meccanica che ci rende dei burattini nelle mani della nostra mente e crea vite vissute all’insegna dell’inconsapevolezza di noi stessi, inanellando scelte, percorsi di vita, convinzioni, credenze che non esprimono la nostra vera e preziosa Essenza, ma riflettono sul piano materiale il contenuto mentale delle nostre e altrui esperienze da che esistiamo.  
    Come Esseri Spirituali meritiamo molto di più e, se consapevolizzassimo noi stessi in quanto tali distinguendoci dal contenuto mentale, avremmo molte più possibilità di evolverci e di realizzare una vita migliore fatta di scelte consapevoli e non di schemi che si ripetono all’infinito senza che noi ne abbiamo alcuna coscienza. 
    Vorrei esprimere una mia ulteriore riflessione su questa meccanica mentale del copiare: io credo che i Costruttori genetisti che hanno costruito i nostri corpi biologici e l’habitat abbiamo inserito nella nostra mente questa meccanica mentale del copiare per mantenere sempre vera e reale la tridimensione in cui viviamo e soprattutto il nostro sentire, provare, percepire, per farci credere che noi realmente stiamo vivendo in un mondo reale, quando invece siamo dentro ad una realtà virtuale olografica dove siamo solo dei burattini ignari di ripetere delle meccaniche mentali e i contenuti di matrici artificiali in cui siamo stati inseriti, o dove crediamo di essere. La meccanica mentale del copiare tutto e tutti mantiene sia lo storico che la realtà in cui tutti viviamo senza che nulla venga perduto, affinché il “gioco virtuale” possa continuare.